Tra le tante, preoccupanti notizie che ingombrano il campo delle informazioni mediche ve ne è una che desta particolare preoccupazione: il ritorno dell’acusia selettiva. Già in passato l’acusia selettiva aveva infestato la storia causando innumerevoli tragedie, torti, storture di ogni tipo. È quindi con grande preoccupazione che se ne deve registrare il triste manifestarsi ai giorni nostri. Ma cosa è in sintesi l’ acusia selettiva? È, in pratica, una subitanea diminuzione del campo uditivo che si manifesta nei soggetti colpiti. Questa diminuzione del campo udito non è però totale ma selettiva, ovvero coloro che ne sono affetti continuano a sentire normalmente la maggior parte dei suoni o delle parole, solo che sono totalmente insenbili ad altre. Questa, come si ben comprende, è una caratteristica che rende estremamente difficile effettuare una diagnosi, in quanto i soggetti affetti da questa pericolosa patologia sono totalmente convinti di avere una funzione uditiva perfetta. Inoltre l’acusia selettiva verso alcune parole o suoni rende i soggetti affetti dalla patologia particolarmente sensibili ad altre manifestazioni sonore, verso le quali manfesta una pericolosa ipersensibilità. Ultimamente la perniciosa comparsa della Acusia selettiva si è manifestata nella categoria dei giornalisti sportivi, categoria notoriamente molto esposta alle correnti d’aria. Si è infatti rilevato come, la quasi totalità dei giornalisti sportivi italiani, abbia improvvisamente manfestato la capacità di cogliere perfettamente, inquadrandole anche nel loro corretto significato culturale e morale, alcuni mugugni, fischi di carattere razzista rivolti da una decina di persone allo stadio Sant’elia, Cagliari, Sardegna, Prefettura Provinciale d’Africa, verso un giocatore di colore, tale Muntari. Queste manifestazioni sonore, sebbene oggettivamente lievi, come possono esserlo quello di una dozzina di persone al massimo in uno stadio affollato, sono state perfettamente notate da questa categoria di pazienti (i giornalisti sportivi) mentre contemporaneamente gli stessi manifestavano acusia selettiva verso lo stesso giocatore che minacciava di morte il direttore di gara (circostanza ancora più grave in quanto resa evidente dal labiale televisivo….la comunità scientifca internazionale si sta interrogando se all’acusia selettiva si associno anche particolari disturbi del campo visivo) o quando intere curve di stadio, quindi migliaia di perosne intonavano ripetutamente cori razzisti su campi di gioco di più titolate società, a volte e distintamente apostrofando i giocatori rossublu del Cagliari ed in genere tutti i sardi, con gli epiteti ingiuriosi di “pastori”, “pecorai” e di uomini dediti all’accoppiamento con animali. Ora essendo questo un comportamento evidentemente razzista, situazione a cui gli appartenenti alla già sudetta categoria dei giornalisti sportivi è del tutto indenne, non possiamo che concludere che ci troviamo in presenza di una epidemia di Acusia selettiva i cui perniciosi effetti non tarderanno ulteriormente a manifestarsi. La preoccupazione, per chi scrive, è aumentata dal fatto che, in questa occasione, hanno manifestato di essere stati contagiati giornalisti sino a quel momento del tutto indenni quali, ad esempio, Beppe Severgnini. Non ci resta che constatare il dilagare della Acusia selettiva con tutti i suoi perniciosi effetti. Sarà l’inizio della pandemia?